Project London: sci-fi open source

Disponibile il primo trailer per Project London, un film indipendente a bassissimo budget (si parla di poche migliaia di euro), interamente sviluppato con software open source (in particolare il celeberrimo Blender), e con tecniche open source, ovvero dividendo i compiti di modellazione tra più di 250 volontari.

La trama non è particolarmente originale: si tratta del solito megacomplotto superpotenza terrestre+alieni, con alcuni sprazzi di ribellione cyberpunk, ma bisogna ammettere che gli effetti speciali ci sono, e sono parecchio interessanti se si considera come sono stati ottenuti. In particolare notevole la cura nel design di astronavi e robot.

Che dire, non sarà Blade Runner, ma di certo peggio di Natural City non può essere. Lunga vita all’Open Source!

Michael J. Fox + Rock vs Parkinson

Se c’è una cosa su cui un nerd non transige, è che uno dei film più epici della storia dei film epici sia Ritorno al Futuro. Il film di Zemeckis conteneva tutto il necessario a stimolare la mente nerdica degli anni ’80 (e anche quella contemporanea): macchine assurde che viaggiano nel tempo, un dottore pazzo-ma-buono dagli improbabili capelli e fornito di tormentone (“Grande Giove!”), e un protagonista giovane, più o meno nella fascia d’età della popolazione nerdica del periodo, capace di salvare il suo amico dalla morte a colpi di Rock’n Roll.

In particolare il protagonista giovane, un quasi-sconosciuto (all’epoca) Michael J. Fox, ha avuto la capacità di rendere viva e capace di appassionare ancora oggi, a 26 anni di distanza, quella trilogia. Lo stesso protagonista a cui nel ’91, a soli 30 anni, è stato diagnosticato il Morbo di Parkinson, obbligandolo, una decina di anni dopo, ad abbandonare le scene.

Da allora Michael J. Fox ha continuato a raccogliere fondi per la ricerca contro il Parkinson, in eventi come quello verificatosi qualche giorno fa, quando il nostro McFly preferito è salito nuovamente sul palco per esibirsi nel suo cavallo di battaglia “Johnny B.Goode”.

Grande M.J., e in bocca al lupo per tutto!

 

I Pilastri della cultura Nerd: The Big Bang Theory

Non c’era certo bisogno di un’illuminazione sulla via di nerd-asco per capire l’importanza di The Big Bang Theory per l’iconografia nerdica. Tuttavia qualche tempo fa ho fatto una cosa davvero poco nerd: giocare a calcetto. E sono stato punito come ogni sportivo occasionale: mi è saltata una caviglia. Questo mi ha fatto saltare il Lucca Comics, mi ha convinto a non cimentarmi più con sport fisici e mi ha gettato in uno stato di profonda sconsolazione: mi sentivo rigettato dal mondo e anche dall’universo Nerd. Quale condizione peggiore del dover saltare l’evento nerd italiano per eccellenza dopo un anno che si organizzava? Non solo la mia salute era compromessa e il mio morale a terra, ma rischiavo anche di perdere i miei gradi di nerd.

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Nerd-Vana sui Social Network

Ebbene sì, anche Nerd-Vana non poteva non tenere fede al proprio nome ed entrare a far parte dei maggiori Social Network!

Oggi sono state quindi inaugurate le nostre pagine Facebook e Google+. Andate e fate Like (o +1, a scelta ;)).

Benicio Del Toro nel nuovo Star Trek?

Benicio Del Toro

Benicio Del Toro

Indiscrezioni pubblicate su Variety sembrano suggerire che J.J. Abrams stia pensando di scritturare Benicio Del Toro come nuovo cattivo per il sequel del suo celebre reboot di Star Trek.

Considerando il volto del nostro Jack Rafferty (o Che Guevara, a scelta) preferito, e ricordando le numerosi voci di corridoio che parlando dei Klingon come nemici prescelti in Star Trek 2 beh… non risulta difficile immaginarsi Del Toro che pesta a sangue Kirk con il suo bat’leth!
(o, forse, lo speriamo solo… così diciamo tutti)

And now for something completely different, sembra che la scorsa settimana i tedeschi abbiano per la prima volta proiettato il celebre episodio della serie classica Star Trek in cui l’equipaggio dell’Enterprise si trova a dover combattere contro un intero pianeta neonazista. Considerando che la prima dell’episodio risale al 16 Febbraio 1968, ai nostri amici Merkeliani sono serviti solo 43 anni per accettare l’episodio!

I Coloni di Catan: o della storia dei giochi da tavola

I Coloni di Catan è un cioco da tafola che fiene dalle crande cermania (in originale: Die Siedler von Catan) e che ha cambiato il mondo dei giochi da tavola. I CdC, in pratica, sta ai giochi da tavola come lo “snake dei cellulari” sta alle app e ai giochini per smartphone.

Pedine

Mhé. Si, quello a sinistra è una banda di briganti

Senza di lui probabilmente non ci sarebbero stati Angry Birds, Plants vs Zombie e tutti quei videogame che ora spopolano sulle piattaforme mobile e al cui confronto, oggi, lo stesso snake appare come un residuato bellico davanti al quale non ci si capacita come è possibile che si sono buttate così tante ore del proprio tempo per cercare di non far attorcigliare quel serpente imbecille. Una domanda, peraltro, che trova risposta dopo appena un paio di ore, quando ci si riesce finalmente a staccare dalla sequela di destra-sinistra-attento-su-caz che per un attimo ci aveva rigettato nel tunnel della droga-snake.

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I Pilastri della cultura Nerd: N per Nerdetta

L’iconografia classica del nerd è tradizionalmente associata a poteri Jedi, saluti vulcaniani e occhiali attaccati con lo scotch. Ma dagli anni ottanta ne è passata di acqua sotto i ponti: Tron è ora in 3D, Sean Bean è morto facendo la figura del pirla in almeno due saghe fantasy, Jennifer Connelly è passata da dolce stupenda adolescente a dolce e stupenda MILF e Giorgio Faletti dal fare le scorregge al Drive-In all’essere osannato come maestro del thriller.

Sarebbe davvero da ingenui, dunque, pensare che i nerd, curiosi per natura, siano al contrario rimasti cristallizzati su modelli, per quanto mitici e cult, comunque passati.

Soprattutto, poi, a livello culturale il Nerd/Geek (differenza che prima o poi dovrà essere studiata a tavolino) sembra aver guadagnato una sua legittimità: smart is the new cool. O almeno, i nerd sono ora dotati di un fascino loro, sono un gruppo riconosciuto oltre al club di scacchi e alle smutandate.

Qualcuno si deve quindi prendere il compito di decodificarne i pilastri socio-culturali: quel qualcuno è un grande dottorato di scienze della comunicazione che sta facendo un lavoro scientifico con tutti i crismi. E noi, da lui ispirati, nel nostro piccolo vogliamo di segnare quelli che riteniamo essere i punti fermi oltre a Guerre Stellari, Star Trek e Signore degli Anelli, per capire cosa intendiamo quando ci definiamo, con orgoglio, Nerd.

E iniziamo, in onore del 5 novembre, da V per Vendetta.

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Dragon Age: Redemption & Felicia Day

No, prima che vi precipitiate al vostro spacciatore di videogiochi di fiducia, vi fermiamo per tempo: non si tratta di un nuovo episodio della celebre saga fantasy. Bensì di una miniserie in 6 episodi pubblicata su Youtube e con protagonista la bellissima Felicia Day (già nota nel Nerdarium per esser stata protagonista di The Guild, oltre a varie partecipazioni in Serie TV quali Warehouse 13).

Buona visione!

Intervista a William Gibson

Il Paris Review ha pubblicato un’interessante intervista a tutto tondo a William Gibson, intervista che tocca principalmente il suo modo di scrivere, cosa lo abbia influenzato, e i suoi presenti (e passati libri). In particolare interessanti le due domande che l’intervistatore pone a Gibson riguardo l’inizio di un nuovo libro e la gestione del tempo mentre scrive.

INTERVIEWER: How do you begin a novel?

GIBSON: I have to write an opening sentence. I think with one exception I’ve never changed an opening sentence after a book was completed.

 

INTERVIEWER: What is your writing schedule like?

GIBSON: When I’m writing a book I get up at seven. I check my e-mail and do Internet ablutions, as we do these days. I have a cup of coffee. Three days a week, I go to Pilates and am back by ten or eleven. Then I sit down and try to write. If absolutely nothing is happening, I’ll give myself permission to mow the lawn. But, generally, just sitting down and really trying is enough to get it started. I break for lunch, come back, and do it some more. And then, usually, a nap. Naps are essential to my process. Not dreams, but that state adjacent to sleep, the mind on waking.

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Luccacomics 2011: le foto

Una volta ripresi dalle fatiche Luccacomicsiane, ecco una (piccola) gallery degli scatti fatti in quel della Toscana. Enjoy!

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