Il Pilastri della Cultura Nerd: Battlestar Galactica

Cast di BSG

“I Cyloni furono creati dagli umani. Furono creati per rendere la vita più facile nelle Dodici Colonie. Ed ecco che venne il giorno in cui i Cyloni decisero di sterminare i loro padroni. Dopo una guerra lunga e sanguinosa, fu dichiarato un armistizio. I Cyloni se ne andarono alla volta di un altro mondo che potessero chiamare casa. Fu costruita una remota stazione spaziale dove gli umani e i Cyloni potessero incontrarsi e mantenere relazioni diplomatiche. Ogni anno i coloniali inviano un ufficiale. I Cyloni nessuno.  Nessuno ha mai visto o avuto notizie dai Cyloni per oltre 40 anni”

L’antefatto

“Tu-tun-tu-tu-tun” Flatline che cerca di creare tensione canticchiando la sigla iniziare

“Fottuto tostapane” Rionero, guardando con recriminazione il toast bruciato in una citazione carpiata di Battlestar

 

Prendete un aspirante Nerd. Fatto?

Chiedetegli qual è il telefilm di fantascienza più bello degli ultimi anni.

Fatto?

Se tentenna dategli tre opzioni: The Fringe, X-Files, Star Trek, Battlestar Galactica e nessuna delle precedenti.

Fatto?

Speficate, nel caso mostrasse ancora dubbi, che per “ultimi anni” intendete gli ultimi 10 anni.

Fatto?

Se risponde Star Trek cacciatelo a malomodo: è un cylone che si è tradito sbagliando clamorosamente la cronologia della cultura nerdica o dando un valore eccelso all’ultima serie “Enterprise”.

Se risponde The Fringe siate magnanimi, l’aspirante Nerd ha potenzialità e forse dovete solo discutere con lui del concetto di fantascienza.

Se risponde invece Battlestar Galactica abbracciatelo forte. E’ uno di noi.

La prima serie televisiva, in Italia “Galactica”, venne trasmessa nel 1978 e fu seguita da un breve sequel nel 1980. Il franchise originale comprende inoltre una collana di romanzi, una serie a fumetti, un gioco da tavolo e diversi videogame: tutte informazioni che potete trovare su Wikipedia, ma a cui potrete avere un accesso più facilitato e colorito se nel vostro branco vi è un nerd sui 35 anni. Allora non farà che parlarvi con entusiasmo della serie originale, convincendovi a recuperarla e raccontandovi dei ricorsi che vi sono nella nuova serie: dall’incipit fulminante al riciclaggio/cameo del cast precedente: Richard Hatch, che originariamente era il Capitano Apollo, interpreta ora Tom Zarek, ex terrorista e politico.

Leggendo di leggende

D’altronde, leggenda vuole che proprio la leggendarietà della prima serie abbia spinto il fondatore di un caffé di Seattle entrato nella leggenda a chiamarlo come uno dei protagonisti: Starbuck. Una leggenda che, dal momento che il primo bar della catena è stato fondato nel 1971, sembra decisamente una leggenda metropolitana. Che conferma comunque la leggendarietà della leggendaria serie originale.

La linea narrativa della serie si dipana anch’essa (se le continue ripetizioni non fossero bastate a chiarirlo) lungo una leggenda: le Dodici colonie (abitate da umani provenienti dall’ancestrale pianeta d’origine Kobol)  vengono attaccate dai nemici-cibernetici quasi dimenticati “Cyloni”. I sopravvissuti riescono a scappare dai loro pianeti a bordo delle poche astronavi scampate all’attacco e nella loro lotta per la sopravvivenza della specie intera sono guidati dalla nave militare Battlestar Galactica e dalla leggenda di una tredicesima colonia, la Terra.

E’ un Cylone!

Come tutti i capolavori della fantascienza, la grandezza di Battlestar Galactica sta nel parlare della natura umana parlando di altro. Ricrea un mondo chiuso nelle navicelle abitate dagli ultimi superstiti della razza umana, con tutto ciò che ne consegue: la democrazia – si chiedono i leader – è sempre il mezzo per le decisioni più giuste? Nel caso, come si garantisce la democraticità delle scelte? Fino a dove può spingersi un interrogatorio se da un lato c’è la preservazione dell’umanità e dall’altro la necessità di salvare centinaia di vite? Come convivono militari e civili? Come si organizza un’economia? Cos’è l’eroismo? Sono solo alcune delle questioni sollevate.

Tutte domande di cui si potrebbe parlare all’università, o in un convivio particolarmente alto, magari in un salone nobile e sorseggiando un whiskey invecchiato almeno 25 anni, ma che in Battlestar Galactica diventano vive, emozionanti e risolte in maniera mai banale.

La genialità di BG, poi, è nel rendere i nemici indistinguibili dal resto delle persone: i cyloni sono macchine…ma dall’aspetto in tutto e per tutto identico a quello degli umani. Anche negli organi interni, nel sangue e, a volte, nei pensieri: alcuni cyloni sono infatti dormienti e si sveglieranno come diversi solo nei momenti topici della serie. In fondo, insomma, i cyloni sono noi. Se non per la loro origine e per il fatto che sono stati creati in un numero limitato di modelli: ciò significa che una volta individuato un volto come “cylone” si sarà certi che tutti quei volti sono nemici.

Uno bravo a scrivere commenti notando i diversi livelli di lettura potrebbe dire che il nemico nascosto tra di noi, le cellule dormienti e le tattiche terroristiche non sono altro che il risultato delle influenze sulla nuova serie dei problemi e delle paure del mondo (e in particolare degli Stati Uniti/le tredici colonie) post-undici settembre. E probabilmente non sbaglierebbe, ma limiterebbe anche la grandezza di Battlestar Galactica: con il susseguirsi delle serie i personaggi si evolvono e diventano assolutamente vivi, si discostano dallo sfondo sociologico-politico arricchendo ogni scelta che compiono di umanità. I cyloni, in pratica, fanno diventare umani gli umani (o almeno così direbbe sempre quello bravo).

 I protagonisti

Quale modo più eretico per mostrare i protagonisti?

Ultima Cena con Cylon: quale modo più eretico per mostrare i protagonisti?

Oltre che nel fascino delle scene di azione nello spazio, nella regia che riesce a mantenere un ritmo impressionante, nella sigla adrenalinica iniziale, dunque, la sua eccezionalità sta nelle performance dei protagonisti.

Nel nuovo cast brillano Edward James Olmos nei panni del Comandante-padre William Adama, Mary McDonnell in quelli del Presidente Laura Roslin,  Katee Sackhoff nel ruolo di Starbuck-il figliol prodigo (che l’ha fatta entrare di diritto nelle calde fantasie dell’ingegnere Wolowitz), James Callis in quelli dell’ambiguo Gaius Baltar e la esageratamente bella Tricia Helfer.

Wikipedia dice che il creatore Glen A. Larson è in trattativa con Universal Pictures per portare Battlestar Galactica sul grande schermo. Nel frattempo, se siete in astinenza, c’è un MMORPG onine e il gioco da tavola di cui Flatline presto parlerà su queste pagine.

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4 risposte to “Il Pilastri della Cultura Nerd: Battlestar Galactica”

  1. Fabio ha detto:

    Altro grande pilastro. ottime scelte, ma in fondo, da veri nerd, è facile.

  2. Valeria ha detto:

    Com´era quella cosa sugli over 35? Si, è vera. ¨the original¨ era qualcosa di più… Ero nerd e ancora non lo sapevo!!!

  3. Raika ha detto:

    Esiste anche un gioco di narrazione online… il sito è http://www.battlestar.it e permette di interpretare dei personaggi originali rivivendo le fantastiche atmosfere della saga!

  4. gamma ha detto:

    oddio! ho aperto il link di tricia helfer e a momenti mi piglia un infarto. azz…era strabellissima e adesso è tutta rifatta

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