I Pilastri della cultura Nerd: N per Nerdetta

V for Vendetta

L’iconografia classica del nerd è tradizionalmente associata a poteri Jedi, saluti vulcaniani e occhiali attaccati con lo scotch. Ma dagli anni ottanta ne è passata di acqua sotto i ponti: Tron è ora in 3D, Sean Bean è morto facendo la figura del pirla in almeno due saghe fantasy, Jennifer Connelly è passata da dolce stupenda adolescente a dolce e stupenda MILF e Giorgio Faletti dal fare le scorregge al Drive-In all’essere osannato come maestro del thriller.

Sarebbe davvero da ingenui, dunque, pensare che i nerd, curiosi per natura, siano al contrario rimasti cristallizzati su modelli, per quanto mitici e cult, comunque passati.

Soprattutto, poi, a livello culturale il Nerd/Geek (differenza che prima o poi dovrà essere studiata a tavolino) sembra aver guadagnato una sua legittimità: smart is the new cool. O almeno, i nerd sono ora dotati di un fascino loro, sono un gruppo riconosciuto oltre al club di scacchi e alle smutandate.

Qualcuno si deve quindi prendere il compito di decodificarne i pilastri socio-culturali: quel qualcuno è un grande dottorato di scienze della comunicazione che sta facendo un lavoro scientifico con tutti i crismi. E noi, da lui ispirati, nel nostro piccolo vogliamo di segnare quelli che riteniamo essere i punti fermi oltre a Guerre Stellari, Star Trek e Signore degli Anelli, per capire cosa intendiamo quando ci definiamo, con orgoglio, Nerd.

E iniziamo, in onore del 5 novembre, da V per Vendetta.

V sta per Vanità? No ho detto Vendetta...

V sta per Vanità? No ho detto Vendetta...

V per Vendetta è un film del 2005 diretto da James McTeigue e tratto dalla stupenda graphic novel omonima scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd. Soprattutto, è il prodotto della mente dei fratelli Wachowski, meglio noti per aver rovinato per anni la moda di milioni di adolescenti con le giacche di pelle e gli occhiali a specchio di Matrix.

La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica e distopica, governata da un regime dittatoriale simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall’Alto Cancelliere, da coprifuoco e da uno stretto controllo sui media e sulla cultura. Ad opporvisi V, uomo mascherato con una maschera di Guy Fawkes e il covo pieno di mirabilie del passato.

Hugo Weaving, che dopo Il Signore degli Anelli e – appunto – Matrix, sembra aver voluto fare tutto il possibile per entrare nelle stanze di occhialuti adolescenti e Natalie Portman che…bhé, non deve fare molto per farlo anche lei, sono i due fantastici protagonisti: lui dietro una maschera, lei senza capelli (tag consigliato: Natalie Portman nuda dalla fronte in sù). Per i più smaliziati, poi, vi è quella chicca britannica che è Stephen Fry.

Close-up della nuca di Natalie

Close-up della nuca di Natalie

Ricapitolando: Hugo Weaving + Natalie Portman nuda + Stephen Fry + Graphic Novel + Lotta contro il potere + i fratelli di Matrix = cult assicurato

maschera

Avete una taglia small rosa?

Oltre a questo, tutta l’iconografia di Guy Fawkes ha trasceso la sua figura e il film stesso e si è incarnata nel gruppo di Hacktivisti Anonymous e, in generale, nella cultura hacker e della lotta al potere. Incarnata anche in senso fisico, in quanto la maschera di Guy Fawkes (storicamente un fondamentalista cristiano) è diventata simbolo di lotta al potere ed è adesso indossata anche durante manifestazioni politiche e il cinque novembre (“non vedo motivo alcuno per cui questo giorno debba essere dimenticato”), il giorno della congiura delle polveri durante la quale è stato arrestato Guy Fawkes, un ricorrenza particolare che si lega a doppio filo alla vita online e che ogni anno spinge gli Anonymous ad annunciare azioni mediaticamente rilevanti.

Utilizzando l’iconografia di V per Vendetta, la maschera del film, le sue frasi anti-potere (I popoli non dovrebbero temere i propri governi: sono i governi che dovrebbero temere i propri popoli), gli hacktivisti di Anonymous sfidano i potenti del mondo arrivando ad essere una riproduzione reale di situazioni e vicende squisitamente cyberpunk: ed è così che il nerd-cerchio si chiude.

 

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