I Coloni di Catan: o della storia dei giochi da tavola

I Coloni di Catan è un cioco da tafola che fiene dalle crande cermania (in originale: Die Siedler von Catan) e che ha cambiato il mondo dei giochi da tavola. I CdC, in pratica, sta ai giochi da tavola come lo “snake dei cellulari” sta alle app e ai giochini per smartphone.

Pedine

Mhé. Si, quello a sinistra è una banda di briganti

Senza di lui probabilmente non ci sarebbero stati Angry Birds, Plants vs Zombie e tutti quei videogame che ora spopolano sulle piattaforme mobile e al cui confronto, oggi, lo stesso snake appare come un residuato bellico davanti al quale non ci si capacita come è possibile che si sono buttate così tante ore del proprio tempo per cercare di non far attorcigliare quel serpente imbecille. Una domanda, peraltro, che trova risposta dopo appena un paio di ore, quando ci si riesce finalmente a staccare dalla sequela di destra-sinistra-attento-su-caz che per un attimo ci aveva rigettato nel tunnel della droga-snake.

I Coloni di Catan è stato inventato da Klaus Teuber nel 1995: forse per quest’orgine teutonica venne inizialmente distribuita in Italia con il nome “I Coloni Katan” e solo con gli editori che lo hanno distribuito in seguito ha preso il nome più morbido.

È considerato il principe dei giochi tedeschi: il successo di pubblico è stato immenso  ed ha aperto la strada a tutti i giochi da tavola venuti dopo, come se avesse tolto la paura ai

Scatola

La scatole dei Coloni di Catan

game designer di discostarsi da Monopoli e dal Gioco dell’Oca. In particolare, poi, ha reso  esportabile il genere tedesco, che da allora ha creato numerose chicce, di cui parleremo  successivamente. Il successo è stato talmente elevato che è stato al centro di numerosissimi tornei nazionali  e mondiali (con base naturalmente in Germania), e che ha avuto tante, ma tante  espansioni arrivando finanche su Xbox, iPhone e, da ultimo, Android. Lo stesso Massive Multiplayer Online Game Travian si dice sia tratto da CdC, anche se forse gli deve qualcosa solo per le risorse impiegate per lo sviluppo dei villaggi.

Per capire un po’ di quale portata di successo si sta parlando, visitate questo sito di appassionati italiani che intorno al gioco fino al 2007 creavano tornei e analisi approfondite, nonché la curiosità Università di Catan che arriva a parlare di approfondimento e conoscenza intorno alla colonizzazione dell’isola…

Tabellone

La plancia di gioco dei Coloni di Catan.

 

Prima della storia c’è però il gioco: si tratta sostanzialmente di un gioco di posizionamento in cui da 2 a 4 giocatori devono competere nella costruzione della propria colonia sull’isola di Catan. Per primeggiare devo piazzare al meglio le loro colonie, le strade che le collegano e le città, aspettando che un tiro di dadi determini quali terreni produrrano le rispettive risorse (divise in grano, bestiame, legno, argilla e ferro) che i coloni dovranno combinare per acquistare carte sviluppo o costruire.

 

Componenti

Componentistica.

Arrivandoci dopo aver già speso innumerevoli ore con i suoi epigoni, nipoti ed  evoluzioni, il gioco mostra certamente il fianco a qualche critica: dipende  fortemente dai tiri di dadi (la fortuna non è diminuita neanche dal fornire ai  giocatori le indicazioni circa le zone che più probabilmente saranno scelte dal dio-  dei-dadi), le componenti sono davvero limitate all’osso (anche di poco appeal la  forma delle pedine in plastica di colonie, città, strade e briganti) e la versatilità è  naturalmente limitata dalla presenza di un’unica, semplice meccanica. Questo,  naturalmente, è anche il suo pregio: veloce e immediato, permette di giocare con poco tempo a disposizione e anche con persone solitamente spaventate da giochi da tavola più complessi.

 

Voto finale ………………………………………..6,5

Longevità…………………………………………..6,5

Componentistica ……………………………………6

Possibilità di farlo giocare a normali…………7,5

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