Guerra! – Parte Seconda: Idee e Agganci

Proseguendo la disanima iniziata col precedente articolo, questa volta vedremo come trascinare personaggi di Cyberpunk in una guerra, cosa che, a meno di non costruirvi un’intera campagna attorno, non è di certo banale. Ecco quindi un piccolo vademecum di possibili agganci.

  • Effetto sorpresa: i personaggi si trovano in città o per motivazioni “lavorative”, o magari semplicemente perché vi abitano, quando all’improvviso si sentono esplodere dei colpi di armi pesanti. In breve tempo la città viene invasa da cingolati e soldati. I personaggi (e gli abitanti, e plausibilmente anche i governanti) non hanno la più pallida idea di cosa stia succedendo, ma si vedono costretti a sottostare alla nuova legge marziale, mentre la polizia locale si allea con bande di criminali per cercare di riprendere il controllo della città.
    Questo genere di aggancio non è da abusare: inserire una grossa Megacorp (Arasaka, Militech & soci) che invade uno stato, magari anche importante come la SoCal, di sicuro non è una cosa da poco e implicherebbe un grosso sbilanciamento nella campagna. Tuttavia una Corp medio-piccola, che invade uno stato ex-sovietico dimenticato da dio, può anche starci. Alla fin fine, se la cosa piace ai giocatori, ci può sempre essere un’escalation…
  • Rivoluzione! Classica città corporativa, con i suoi splendidi quartieri centrali riservati alla crème, e i sobborghi malfamati per la manodopera di basso livello. Il malumore cresce, la gente protesta, magari un rocker ci mette del suo, un corporativo dal grilletto facile spara alla persona sbagliata (o ad un bambino…) ed ecco che scoppia la rivoluzione. Truppe corporative armate di tutto punto contro teppa di strada dalla perfetta conoscenza di vicoli e stradine. Magari qualche poliziotto inizia a pensare che le azioni della Corp siano eccessive, e passa dalla parte degli ex-nemici, o qualche corporazione avversaria invia solitari sotto copertura per cercare di approfittare del caos e assestare qualche colpo nei confronti della rivale…
    L’importante è ricordare che in uno scenario di questo tipo il tempo è tiranno: se le cose vengono tirate troppo per le lunghe il Governo interverrà in forze per pacificare la città. Chiaramente se per allora i cittadini saranno riusciti a liberarsi dalla presenza corporativa e a portare dalla loro parte l’opinione pubblica, alla Corp non resterà granché da fare per evitare una perdita di immagine eccetto accettare lo stato delle cose, licenziare qualche esecutivo-capro espiatorio, e pianificare vendetta. Si tratta di uno scenario ideale per personaggi “eroici” (eroici, ovviamente, per gli standard del 2020): la difesa dei più deboli, la lotta contro le corporazioni, magari addirittura l’inizio di una rivoluzione su vasta scala con i PG come protagonisti…

Il Conte salì sul palco improvvisato, costituito di una serie di assi di legno inchiodate su una pila di rifiuti. Un grosso barile pieno di stracci e sacchi neri di plastica bruciava dietro di lui, rischiarandolo ed emettedo una fitta coltre di fumo nero. L’unico elemento tecnologico un vecchio sistema di amplificazione da concerto, riparato alla bell’e meglio e alimentato dalla batteria di una vecchia auto, lasciata a fianco del palco col motore acceso.
Un brivido salì lungo la schiena del Conte. Non era abituato a parlare in pubblico, non era abituato a parlare con nulla che non possedesse una tastiera, per inciso, ma come leader acclamato della Rivoluzione quello era il momento di farsi avanti.
Il brusio della folla cessò all’improvviso, il silenzio surreale interrotto solo dai sussurri sottovoce di chi chiedeva se effettivamente quello fosse il Conte.
– Amici, siamo tutti qui stasera per mostrarci a chi è convinto che far sparire un paio di noi possa chiudere questo capitolo della storia della California del Sud.
La folla divorava le sue parole, mentre lo fissava ad occhi sbarrati. Un’onda di energia investì il Conte, come se fosse quello il momento per cui era nato.
– Siamo qui perché siamo stufi di essere trattati come animali e di chinare la testa. Come topi abbiamo roduto le basi del potere delle Corp in questa città. Stanotte i topi usciranno dalle fogne e sciameranno in strada. In migliaia usciremo da ogni porta, da ogni vicolo, da ogni tombino – il Conte era ormai un fiume in piena, – e nessuno potrà fermarci. Stanotte vinceremo, o moriremo nel provarci. Io sono il Conte e questa è la mia ultima comunicazione come schiavo.
La folla eruppe in un applauso, ed all’unisono iniziò ad urlare ossessivamente il nome del Conte. Il dado era tratto, nulla avrebbe più potuto fermare la guerra civile.

  • Roma città aperta: le guerre tra stati scoppiano anche nel 2020, no? Magari non nei devastati ex-USA, o in Europa, ma in Asia, in Medio Oriente o nei Balcani di certo sì. I personaggi potrebbero venir assoldati come mercenari da uno dei due stati, oppure da una Corp di sicurezza che lavori per loro. In questo caso i PG saranno letteralmente in prima linea, ben armati, con tanto di veicoli, carrarmati ed aerei, pronti a conquistare palazzo per palazzo la capitale (o altra città importante) nemica. Certo, magari i cecchini nemici, i bunker e i nidi di mitragliatrici potrebbero non essere d’accordo, ma tant’é…
  • Velvet underground: le megalopoli nel 2020 (o ancor meglio le arcologie/alveari, se le usate) sono costruite su vari piani, sia sociali, sia architettonici. La guerra non deve necessariamente coprire l’intera città, anzi. I più ricchi, nei loro palazzoni di cristallo, potrebbero anche non venirne mai a conoscenza. Sto parlando delle guerre tra bande, nei bassifondi, dove nemmeno la polizia va a controllare, ma dove, nonostante tutto, le armi da fuoco possono essere abbondanti e la pianificazione strategica degli assalti esemplare. Si può combattere una guerra anche nella combat zone, e plausibilmente le forze dell’ordine potrebbero anche ignorarla… almeno finché la cosa non inizia a sfociare nei quartieri bene
  • White Noise: non necessariamente la guerra deve riguardare direttamente le vicende dei personaggi. Magari si tratta di una battaglia che va avanti da così tanto tempo da essere quasi entrata nel rumore di fondo della città. Potrebbe essere scontato salire su autobus corazzati, e vederne esplodere qualcuno di tanto in tanto. In fondo accade anche oggi in Medio Oriente, no? O magari potrebbe trattarsi di una città di confine, divenuta “terra franca”, dove militari di entrambi gli schieramenti vengono a distrarsi, a cercare donne, e magari qualche rissa. Praticamente il territorio ideale per i Ricettatori

Nota: ringraziamo AspectusFuturus per aver fornito, come col precedente articolo, l’immagine in evidenza.

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