Game of Thrones – Primo Episodio

Che dire. Dopo tanto attendere finalmente l’Inverno è arrivato. Come promesso ecco qui le prime impressioni sulla prima puntata di Game of Thrones, la serie targata HBO che si ripropone di portare sul piccolo schermo le avventure narrate da George R.R. Martin nella sua serie di libri Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Inutile precisare… SPOILER ALERT!

La serie

Iniziamo subito con… la sigla. Si, ammetto di essere un feticista appassionato di sigle iniziali, e devo dire che quella di Game of Thrones è particolarmente interessante. Dopo il minimalismo di quella di Lost, fa piacere vedere una sigla dettagliata e movimentata, e non composta solo da una serie di spezzoni della serie stessa. Onore e gloria agli artisti 3D!

La sigla iniziale di "Game of Thrones"

I personaggi

Uno dei pericoli maggiori quando si trasporta da un media ad un altro un’opera, specie se la transizione avviene da carta a pellicola, è quello di deludere le aspettative dei fan, che per gli anni trascorsi dall’apparizione de Il Trono di Spade nelle librerie italiane hanno continuato a crearsi una propria rappresentazione dei personaggi della saga che, per quanto essi possano essere ben delineati nei libri, sarà de facto personalissima, e destinata a differire da quella di chiunque altro, compreso l’autore della serie, nonché consulente della serie TV.

Accade anche in Game of Thrones? Plausibilmente sì, ma bisogna dire che i responsabili del casting hanno veramente cercato di fare l’impossibile.

Sansa Stark

La bellissima (e noiosa come la morte) Sansa Stark

Lo Sterminatore di Re ha effettivamente il viso da “belloccio bastardo” che ci si aspettava, così come Sansa Stark e, soprattutto, Daenerys Targaryen, quel qualcosa che potremmo definire CBCR (Cresci Bene Che Ripasso), per non parlare di un Kal Dhrogo dai bicipiti ipertrofici e lo sguardo truce da “Questa… è… PENTHOS!” decisamente azzeccato.

Lasciano un po’ delusi Arya Stark (un po’ troppo paffutella per il suo ruolo futuro? Chissà, i bambini crescono) e, soprattutto, Cersei Lannister, un po’ troppo vissuta forse per essere all’altezza della sua fama di puttana maled… ehm… “bellissima regina”.
(as a side note, ma come cavolo si fa a chiedere ad una bimba se ha già perso sangue? Per non parlare del fare acrobazie sessuali che farebbero sembrare Moana Pozzi una pudica orsolina con voi-sapete-chi… e poi Lady! No, finché Martin non l’ammazzerà non mi darò pace.)

Cersei Lannister

La bella Cersei. Riesce a risultare odiosa già dalle prime inquadrature.

E riguardo la moglie di Ned, Catelyn Stark? Sicuramente una bella donna, ma forse un po’ troppo avanti con gli anni per il ruolo che le spetta. Vero, all’epoca si invecchiava precocemente, però insomma, considerando chi se l’è litigata bisogna dire che la gerontofilia imperversa su Westeros

E per finire lui, il più grande di tutti. Il Re (non quel deficiente di Viserys), Bobby Baratheon, in tutta la sua magnificenza. Poche battute, ma rende l’idea del personaggio dei libri, per quanto nemmeno io me lo sarei mai immaginato così grasso…
(e, tra l’altro, sono indeciso se Robert assomiglia più proprio a G.R.R.Martin, o Hagrid di Harry Potter…)

Robert Baratheon

Robert Baratheon, il Re, in tutta la sua magnificenza post-pranzo.

La recitazione è in tutti i casi (compresi i bambini, per quanto il povero Bran sia un po’ scarso nei bluescreen, bisogna dire che è molto espressivo nelle scene serie) di ottimo livello, con ogni attore capace di rendere il tratto caratteristico del proprio personaggio esattamente come ce lo si aspettava, altezzosa e snob Cersei (beh eccetto che nella scena finale, ma ti ci voglio vedere altezzosa in quella situazione…), viscido e mellifluo Illyrio. L’unico tutto sommato poco caratterizzato è alla fin fine proprio Eddard Stark. Tuttavia, se si considera che effettivamente anche nel libro è  il classico “paladino piattissimo legale buono”, bisogna dire che Boromir porta a casa il personaggio.
(nota a margine: possiamo considerare spoiler il fatto di aver dato il personaggio di Eddard all’attore con più alto tasso di morti in scena?)

 

Regia e postproduzione

La regia è piuttosto diretta, e non lesina inquadrature “feroci”, con frattaglie e teste mozzate all’ordine del giorno, e scene di sesso ben poco velate (specie se si considera che gli Stati Uniti sono ben meno avezzi di noi a vedere certe cose in prime time). Seguendo il concetto della saga stessa di essere basata più sui personaggi e l’intrigo che sull’ambiente, durante tutto l’episodio abbondano i piani, delegando ai campi lunghi giusto pochi fotogrammi nelle scene descrittive all’apertura di ogni sequenza. A mio avviso ottima scelta, specie considerando la bravura degli attori (e forse anche con un’occhio alle spese…).
(ma quanto è bella Approdo del Re?)

La Barriera

La Barriera in tutto il suo splendore. Che grande immagine d'apertura!

La postproduzione, nonostante non sia intensa essendo la saga stessa poco incline agli effetti speciali (per adesso), è di alto livello, la Barriera rende effettivamente l’idea di essere sterminata (per quanto me la immaginassi un po’ meno levigata), e nonostante sia influenzata dal Signore degli Anelli per le forti scelte cromatiche (basta vedere il fotogramma della Barriera per rendersi conto dello smodato uso del blu) risulta sempre in tono e mai eccessiva.

 

Conclusioni

Che dire. La serie promette più che bene, benissimo, e non fatico a credere che Game of Thrones sarà per il fantasy quello che Battlestar Galactica è stata per la fantascienza, ovvero la serie che ridefinirà il livello qualitativo delle serie di genere, e che, così come BSG ha poi portato a piccoli capolavori come Fringe, potrebbe portare in futuro ad un fantasy più di alto livello rispetto ai vari Xena e affini.
(sono l’unico a bramare una serie TV su Dragonlance?)

L’unica paura è legata alla volubilità delle televisioni americane, con il grilletto facile e pronte a cancellare in pochi istanti intere serie. Per quanto HBO non abbia la fama di essere una di queste, e di aver portato a compimento serie TV bellissime, ma “difficili” (The Sopranos, Six feet under…), la chiusura-causa-bassi-ascolti è sempre dietro l’angolo, soprattutto per una serie di genere come questa che, per quanto nutra di un grande zoccolo duro di fan, ha un respiro (ed un costo) così ampio (si parla già di “una stagione per libro”).

Vale la pena vederla? Assolutamente. É amore a prima vista? Sicuramente. E d’altronde le conosciamo tutte le cose che si fanno per amore

Jaime Lannister

Lo Sterminatore di Re. "The things I do for love"...

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